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La scoperta dello Xenon
risale al 1898, e da allora questo gas è
stato utilizzato per diversi scopi, ma
il suo impiego più comune è nei
dispositivi ad emissione di luce.
I suoi utilizzi includono
flash fotografici, lampade
mediche, addirittura le proiezioni nel
cinema IMAX, ma soprattutto questo gas
viene impiegato nei fari Xenon,
ovvero nei nostri amati kit HID
(High Intensity Discharge). Il
funzionamento è semplice: le
lampade HID fanno passare una
scarica elettrica ad alta intensità
attraverso un gas (nel nostro caso lo
Xenon), accendendolo e
producendo una luce molto intensa. La
differenza con i fari normali si vede,
eccome.
Il bello dei fari allo Xenon
è che non solo emettono una
luce più forte e mantengono più vivi i
colori degli oggetti illuminati, ma -
una volta innescata la reazione - usano
poca elettricità per tenere “acceso” il
gas. Quello che serve è la scarica
iniziale ad alta intensità (da qui il
nome HID): per questo i
kit Xenon comprendono
una centralina di trasformazione,
chiamata ballast.
Il ballast è il vero
cuore dell’impianto Xenon:
immaginate che questo
super-trasformatore ha il compito di
portare la normale corrente della vostra
batteria (12V) a ben 25.000 Volt.
Questa è infatti l’intensità richiesta
al momento dell’accensione.
Ovviamente con un voltaggio così alto è
indispensabile che il ballast
sia di fattura e qualità
eccellenti, per la nostra sicurezza e
per quella dell’automobile. Bisognerebbe
scegliere sempre kit Xenon
affidabili, sicuri e longevi,
come i kit Pro HID
(Professional High Intensity Discharge).
Diversamente dai kit low-end,
inaffidabili e decisamente
imprevedibili, i kit Pro HID sono adatti
ad installatori professionisti ed
utilizzatori esigenti. |